Controlli su affitti brevi e nuovo Cruscotto della Banca Dati Strutture Ricettive (BDSR)

Dal 26 giugno 2025 è ufficialmente operativo il nuovo Cruscotto della Banca Dati Strutture Ricettive (BDSR). Si tratta di uno strumento messo a disposizione dei Comuni per rafforzare i controlli su affitti brevi, in linea con le nuove norme introdotte dal Ministero del Turismo.

Questa iniziativa rientra in un piano nazionale volto a contrastare l'evasione fiscale e a monitorare le strutture irregolari che operano nel settore dell'ospitalità, spesso fuori da qualsiasi regola.

Una banca dati per geolocalizzare gli alloggi 🗺️

Il Cruscotto BDSR consente agli operatori comunali di accedere a una mappa interattiva e a una serie di strumenti utili per identificare:

  • gli alloggi privi di Codice Identificativo Nazionale (CIN),
  • le strutture non registrate o non ancora verificate,
  • i dettagli sui titoli abilitativi mancanti o incompleti.

Grazie alla geolocalizzazione, gli enti locali possono verificare in tempo reale se un annuncio pubblicato su portali come Airbnb o Booking corrisponde a una struttura censita e regolare.

Si intensificano i controlli su affitti brevi

I numeri dei controlli su affitti brevi 📉

A poco più di un anno dalla sua attivazione, la Banca Dati Nazionale delle Strutture Ricettive (BDSR) offre oggi un'immagine più chiara e concreta della portata del fenomeno degli affitti brevi in Italia. Secondo gli ultimi dati ufficiali, sono 664.417 le strutture registrate nella piattaforma nazionale, di cui 582.790 hanno già richiesto il Codice Identificativo Nazionale (CIN).

Si tratta di un'adesione significativa: l'87,71% del totale risulta già in linea con quanto previsto dal Decreto ministeriale del 6 giugno 2024. Ma, allo stesso tempo, il dato mette in evidenza che oltre 81.000 strutture non hanno ancora richiesto o ottenuto il CIN, oppure sono in attesa di verifica. Di queste, più di 10.000 sono già note come "in verifica amministrativa", mentre le restanti risultano completamente fuori regola o non ancora registrate nella banca dati.

Questa fascia grigia rappresenta oggi il principale obiettivo dei controlli su affitti brevi nei territori, perché è lì che si annidano le situazioni più critiche:

  • Strutture abusive o totalmente sconosciute al fisco;
  • Immobili che sfuggono alla normativa regionale o comunale;
  • Alloggi che operano in piattaforme online ma senza CIN né autorizzazioni.

Grazie al cruscotto comunale integrato nella BDSR, gli enti locali possono oggi estrarre liste complete delle unità immobiliari prive di codice, monitorare le zone con più irregolarità, e agire di conseguenza anche con controlli mirati e sanzioni automatiche.

Un sommerso difficile da stimare: ecco cosa manca all'appello ❗

Il dato delle oltre 664.000 strutture censite è importante, ma secondo molti operatori del settore è ancora parziale. Alcune stime indipendenti, basate sull'incrocio dei dati tra portali di prenotazione, flussi turistici e capacità ricettiva, suggeriscono che il numero reale di alloggi offerti in locazione breve potrebbe essere superiore al milione.

Se questa stima fosse confermata, significherebbe che quasi il 40% degli affitti brevi in Italia non risulta ancora tracciato, né dai Comuni né dal Ministero. Un gap enorme, che rende indispensabile accelerare la verifica dei CIN e l'adozione del cruscotto su scala nazionale per i controlli su affitti brevi.

Nel frattempo, il sistema continua ad aggiornarsi: nelle prossime versioni della piattaforma verranno introdotti strumenti per il confronto tra dati dichiarati e reali, incroci automatici con i flussi turistici ISTAT e l'integrazione con le segnalazioni delle piattaforme di intermediazione (come Airbnb, Booking, ecc.).

Il cruscotto come leva per rafforzare i controlli su affitti brevi 🧭

L'effetto combinato tra l'obbligo del CIN e la nuova funzionalità del cruscotto BDSR rappresenta la base per un cambiamento strutturale dei controlli su affitti brevi. Non si tratta più solo di inserire dati o codici, ma di mettere i Comuni nelle condizioni di:

  • Visualizzare in tempo reale le situazioni di irregolarità;
  • Confrontare i dati delle strutture attive con quelli dei CIN rilasciati;
  • Rilevare anomalie territoriali e focalizzare i controlli dove servono davvero.

La strategia punta dunque a trasformare la BDSR in un vero "radar" per i controlli su affitti brevi. E i numeri parlano chiaro: con quasi 100.000 strutture potenzialmente irregolari, l'azione di recupero e regolarizzazione è solo all'inizio.

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