Basta confusione: abusivismo e extra-alberghiero non sono la stessa cosa.
È questo uno dei messaggi forti emersi durante l’evento organizzato da ALBA (Associazione Libera Bed & Breakfast e Affittacamere), che ha messo al centro un tema sempre più urgente: la legalità nel settore dell’ospitalità extra-alberghiera.
Indice dei contenuti
🔎 Perché parlare di regole?
Perché il caos normativo e i controlli disomogenei stanno creando più incertezza che soluzioni. E quando ci sono dubbi, a pagare sono spesso i gestori in regola.
L'obiettivo dell'incontro? Aprire un dialogo diretto con istituzioni e forze dell’ordine per chiarire norme, interpretazioni e responsabilità. Perché chi gestisce una struttura extra-alberghiera non vuole eludere i controlli, ma comprenderli e applicarli correttamente.
“Extra-alberghiero non significa abusivo. L’abusivismo esiste, certo, ma come in ogni settore. Non possiamo continuare a confondere le due cose.”

📰 Il problema dei titoli di giornale
Durante l’evento, è stato evidenziato un altro aspetto critico: la narrazione distorta sui media.
Ogni giorno si leggono titoli come “Chiusi tre B&B abusivi”, ma raramente si racconta che il 97% delle strutture controllate è in regola, che pagano le tasse e incassano regolarmente la tassa di soggiorno.
Eppure, a Roma ci sono circa 30.000 strutture extra-alberghiere, a fronte di 1.000 alberghi. E l’extra-alberghiero copre il 50% dei posti letto nella capitale.
📊 Turismo = PIL = Noi
Secondo i dati dell’Università di Roma Tor Vergata, nel 2023 il turismo in Italia ha generato un valore aggiunto di 368 miliardi di euro, pari al 18% del PIL.
Questo significa che l’ospitalità, comprese le strutture non alberghiere, è parte integrante del sistema economico nazionale.
Eppure, chi gestisce un B&B o una casa vacanza non è considerato forza lavoro. Nonostante il contributo reale alla crescita di borghi, piccoli paesi e città intere, che senza l’extra-alberghiero non avrebbero mai attratto turisti né rilanciato le economie locali.
🧩 Cosa vogliono gli host?
Non miracoli. Solo regole chiare, applicabili e coerenti. E soprattutto, essere riconosciuti per ciò che sono davvero: professionisti dell’ospitalità.
Chi ha partecipato all’evento lo ha detto chiaramente:
- Siamo pronti al confronto.
- Siamo pronti ai controlli.
- Ma vogliamo chiarezza.

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