Quando si gestisce una casa vacanze o un appartamento in affitto breve, una delle domande più comuni è: le spese di pulizia vanno incluse nel prezzo o mostrate separatamente al cliente?
Non esiste una risposta giusta per tutti. La scelta dipende da cosa vogliamo ottenere: più conversioni o più controllo sui costi? In questo articolo ti spieghiamo pro e contro di entrambe le opzioni, con esempi concreti e strategie pratiche.
Indice dei contenuti
✅ Includere le spese di pulizia nel prezzo: il vantaggio della “spedizione gratuita”
Hai presente quando su un sito e-commerce vedi scritto “spedizione gratuita”?
Sai benissimo che la spedizione è già compresa nel prezzo, ma l’effetto psicologico funziona lo stesso: è più facile cliccare su “acquista”.
Lo stesso vale per le spese di pulizia negli affitti brevi. Se le includi nel prezzo a notte, l’ospite percepisce un valore più alto e il processo di prenotazione diventa più semplice.
Questo migliora il tasso di conversione, cioè il numero di persone che prenotano rispetto a quelle che visualizzano l’annuncio.
📈 Conclusione: se il tuo obiettivo è ottenere più prenotazioni, includere le spese di pulizia nel prezzo può aiutare, soprattutto su Airbnb.

❌ Escludere le spese di pulizia: più controllo e strategia sui soggiorni brevi
Se invece decidi di far pagare le spese di pulizia a parte, ottieni altri vantaggi:
Copertura reale dei costi: puoi caricare il prezzo esatto (o leggermente maggiorato) delle pulizie, tenendo conto di commissioni e tasse. Se metti 80€, ne incassi circa 60€ netti dopo le trattenute di Airbnb o Booking.
Incentivo ai soggiorni lunghi: se il costo delle pulizie è fisso, incide molto sui soggiorni brevi.
Ad esempio:
1 notte a 100€ + 80€ di pulizia = 180€ totali → 44% del prezzo sono pulizie.
2 notti = 180€ + 80€ = 260€ → 31% pulizie.
7 notti = 700€ + 80€ = 780€ → solo l’11% del prezzo è pulizia.
Questo crea uno sconto naturale per i soggiorni più lunghi, senza usare promozioni o regole complesse.
Filtro automatico per soggiorni brevi: se vuoi evitare le prenotazioni da 1 o 2 notti, puoi alzare apposta il costo delle pulizie (es. 120€) e rendere le prime notti “fuori mercato”. In questo modo, gli ospiti saranno incentivati a prenotare almeno 3-4 notti.
🎯 Conclusione: se vuoi controllare meglio i margini e incentivare i soggiorni lunghi, far pagare le pulizie a parte è la scelta giusta.
📌 E su Booking.com?
Booking mostra il costo delle pulizie solo alla fine del processo di prenotazione, quindi la scelta “incluso o escluso” ha poco impatto sulla conversione.
Su Airbnb invece, il prezzo visibile è più chiaro fin da subito, quindi la differenza si sente.
La nostra opinione? Scegli in base alla tua strategia
Non esiste una regola fissa: entrambe le opzioni sono valide, ma vanno usate con intelligenza.
Se vuoi… Allora…
- Più prenotazioni rapide: Includi le spese nel prezzo
- Più controllo sui costi: Fai pagare le pulizie a parte
- Sfruttare il prezzo per incentivare soggiorni lunghi: Escludi le pulizie e sfrutta l’effetto “ammortamento”
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