🏛 Tassa di soggiorno e Agenzia delle Entrate: guida pratica per host (senza brutte sorprese)

Paghi le tasse, gestisci tutto con Airbnb e pensi di essere a posto.

Poi ti arriva una sanzione dal Comune.

Oppure un controllo fiscale.

E ti chiedi: “Ma non era tutto in regola?”

La risposta, spesso, è no. Non per colpa tua, ma per colpa della confusione che regna tra obblighi comunali, norme fiscali e piattaforme online.

Vediamo una volta per tutte cosa devi fare per non rischiare.

💶 Tassa di soggiorno: chi la deve versare?

Tu, gestore della struttura. Anche se usi Airbnb o Booking.

❗ L’errore più comune? Pensare che “Airbnb la versa, quindi io non devo fare nulla”.

✅ Sì, Airbnb versa la tassa di soggiorno al Comune di Roma.

❌ No, non basta per essere in regola.

🔄 Devi anche comunicare trimestralmente al Comune:

  • Numero di ospiti
  • Pernottamenti
  • Eventuali esenzioni (es. minori, disabili, legge 104)
  • Importo riscosso

E devi farlo anche se non hai avuto ospiti (comunicazione “a zero”).

👉 Senza questa comunicazione, il Comune non può registrare l’incasso, e tu rischi una sanzione amministrativa, anche se i soldi li hai versati davvero.

Calcolare la tassa di soggiorno

🛂 Come si comunica al Comune?

Attraverso il portale GE.CO.S (Gestione Contributo Soggiorno)

Scadenze:

  • 16 gennaio (per ottobre-dicembre)
  • 16 aprile (per gennaio-marzo)
  • 16 luglio (per aprile-giugno)
  • 16 ottobre (per luglio-settembre)

🧾 Se non hai accesso o non hai mai fatto login, contatta subito l’ufficio turismo del Comune di Roma.

👁 Occhio alla trasparenza con gli ospiti

Devi anche esporre nella struttura:

  • Avviso che indica che il soggiorno è soggetto alla tassa comunale
  • Informazioni sulle tariffe e sulle esenzioni
  • Tutto in almeno due lingue (es. italiano e inglese)

Molti host si dimenticano di questo e si prendono una multa durante i controlli.

📊 E l’Agenzia delle Entrate? Qui serve fare attenzione

Dal punto di vista fiscale, le locazioni brevi (fino a 30 giorni) seguono regole precise:

🔹 Se hai fino a 4 appartamenti

  • Puoi scegliere la cedolare secca (21% o 26%)
  • Non serve aprire partita IVA

🔹 Se gestisci più di 4 appartamenti

  • Devi aprire partita IVA
  • L’attività è considerata imprenditoriale

Non puoi più dichiarare i redditi come "redditi fondiari", ma devi fare dichiarazione IVA, bilancio, registrazione costi/ricavi

Errore comune: aprire la partita IVA solo per il 5º appartamento.

Sbagliato. Una volta superata la soglia, tutti gli immobili rientrano nella gestione imprenditoriale.

✍️ In sintesi, cosa devi fare per essere in regola?

✅ Versa la tassa di soggiorno (Airbnb lo fa per te, ma tu sei responsabile)

✅ Comunica i dati ogni trimestre su GE.CO.S (anche se hai avuto zero ospiti)

✅ Esporre le tariffe e le esenzioni in struttura (almeno in due lingue)

✅ Se gestisci più di 4 case, apri la partita IVA

✅ Se offri anche colazione, pulizia durante il soggiorno o altri servizi extra, valuta con un commercialista se rientri in attività imprenditoriale

✅ Se hai dubbi, chiedi un interpello all’Agenzia delle Entrate per avere una risposta ufficiale sul tuo caso

accantonamento imposte

🧠 Easybnb ti aiuta a non fare errori

La burocrazia è complicata, lo sappiamo.

Per questo affianchiamo gli host passo dopo passo, sia dal punto di vista:

  • fiscale (con commercialisti e consulenti partner)
  • normativo (per l’inquadramento corretto della tua attività)
  • operativo (con template, scadenze, e automazioni)

👉 Vuoi sapere se la tua struttura è a rischio sanzioni?

Scrivici su easybnb.it e ricevi una consulenza gratuita.

©Copyright Easybnb S.r.l.s. Ciampino (RM) Via delle pantanelle 10 | P.IVA 13614581000- | Archivio ufficiale della CCIAA
Capitale sociale €500,00 | PEC: easybnb@pec.linet.it
linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram